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Storia





LA STORIA DI ISA


L'Istituto Atesino di Sviluppo (ISA) nacque nel 1929 con il
nome di Istituto Mobiliare Tridentino.
Durante gli anni '30, svolse un delicatissimo compito
(allora con la denominazione Società Anonima Finanziaria Trentina - SAFT) nella liquidazione di alcune banche locali
di ispirazione cattolica, travolte dalle conseguenze monetarie della prima guerra mondiale e dalla grave crisi del 1929/30.
In quel periodo la SAFT, provvedendo all'assorbimento delle partecipazioni delle banche in liquidazione, riuscì a risarcire i creditori (depositanti delle banche liquidate) in parte in contanti ed in parte attraverso quote di partecipazione nella SAFT stessa.
L'azionariato della società fu pertanto costituito da numerosissimi soci con quote molto frazionate: quando nel 1954 i titoli divennero obbligatoriamente nominativi il libro soci registrava oltre 10.000 azionisti, ora ridottisi, attraverso accorpamenti vari, alla sempre consistente cifra di oltre 3.000 iscrizioni.
Nelle more della già citata liquidazione, la SAFT diede avvio alla ricostruzione di una banca privata a carattere regionale: quella che poi divenne la Banca di Trento e Bolzano (BTB). 
Nel 1995 la partecipazione di maggioranza della BTB è stata ceduta al Banco Ambrosiano Veneto (ora Banca Intesa), affinché questa, mutati ormai i confini e le condizioni per la gestione ottimale di una banca, potesse inserire BTB in un solido gruppo in grado di poterle dare un futuro di sviluppo e di crescita.
In questo contesto, a partire dal 1996, si è aperta una nuova fase nell'attività di ISA attraverso la razionalizzazione e ristrutturazione delle partecipate e l'avvio di una nuova fase di investimenti.